Come misurare la purezza dei gioielli e degli oggetti in oro?

L’oro da sempre, e anche adesso, è considerato come il bene rifugio per eccellenza. Non sempre però si riesce a capire qual è la reale purezza, ovvero il valore dei gioielli e degli oggetti in oro. Per questo motivo è molto importante misurare la purezza dell’oro prima di scegliere di venderlo ad esempio presso una gioielleria o presso un compro oro di fiducia. In questa guida vediamo nello specifico in che modo viene misurato il grado di purezza dell’oro, così da capire quanto possiamo guadagnare dalla loro vendita ed evitare truffe presso gioiellerie e compro oro.

Come viene misurata la purezza dell’oro?

La purezza dell’oro viene misurata attraverso una specifica unità di misura che indica la percentuale di oro presente all’interno di un gioiello o di un certo oggetto. Questa unità di misura è quella dei carati (KT) che vanno da 0 a 24. Se un certo gioiello ha dei carati di numero più alto, allora ciò significa che il gioiello avrà una maggiore purezza. L’oro 24 carati è quindi quello più puro, dal momento che ha un contenuto di oro puro che è molto vicino al 100%.

In Italia, l’oro più diffuso nei gioielli e negli oggetti preziosi è quello a 18 carati. Il numero dei  carati in un gioiello in oro viene indicato tramite un’apposita scritta, ovvero un numero. Si tratta di una cifra che indica la percentuale di oro puro contenuto all’interno di un determinato gioiello. Puoi cercare a tal proposito delle info maggiori su questo sito sui comprooro. Nel caso ad esempio dei gioielli 18 carati si trova incisa la scritta 750. Ciò significa che in questo gioiello ci sono 750 parti di oro puro su 1000. Se invece i carati sono 9, la cifra indicata è 333. Ciò dipende quindi dai valori di carati e dai loro equivalenti di percentuale. I segni di carato più diffusi oggi sono questi, con anche le loro percentuali corrispondenti:

  • 24K: 99,9% (999)
  • 22K: Il 91,7% (917)
  • 18K: Il 75,0% (750)

Dove la cifra tra parentesi indica i valori di parti per il mille rispettivi del gioiello. Scopri tutti gli altri numeri e le percentuali grazie a questa utile guida.

Cosa significa la dicitura “KP”?

Se ci si trova tra le mani un gioiello in oro con la scritta KP occorre sapere che la P significa verticalmente. È una marcatura che indica il fatto che il gioiello possiede almeno il valore dichiarato e indicato su di esso. Se ad esempio sui gioielli in oro è segnato 30 KP, ciò significa che questo oggetto ha una purezza d’oro di almeno 30 carati. Si tratta quindi di un supporto di marcatura supplementare che è utile per indicare la purezza e il valore di purezza di un certo gioiello o di un oggetto in oro. È un modo attraverso i quali i venditori d’oro possono quindi indicare la purezza dell’oro.

I venditori d’oro hanno infatti la possibilità di aggiungere un numero di carato che può differire, anche se di poco, rispetto al contenuto di oro effettivo della merce che si ha tra le mani. Ogni paese può avere una deviazione permessa di alcuni punti percentuali rispetto al numero dei carati indicato sul gioiello stesso.

Il valore dell’oro placcato

Se ad esempio sui nostri gioielli in oro troviamo impresso il numero 18, ciò non significa necessariamente che questo gioiello sia realizzato con l’uso di una lega d’oro massiccio. Ad esempio, un gioiello potrebbe essere realizzato con l’uso anche di un altro metallo oppure coperto con uno strato molto sottile di oro. Questi gioielli sono definiti gioielli in oro placcato, ovvero in cui solo la placca esterna è realizzata in oro, ma non il materiale prezioso utilizzato per la sua realizzazione.

Il segno più comune utilizzato per indicare i gioielli placcati in oro è GP. È il caso ad esempio dei gioielli che presentano la dicitura 18 K GP. Ciò significa quindi che sono dei gioielli con 18 carati di oro e che sono gioielli placcati.