Tarli del legno? Ecco come mandarli via!

Se hai una casa arredata con mobili in legno, oppure in alcune stanze sono presenti strutture (tipo travi, scale. pavimento e quant’altro) costruite con lo stesso materiale, prima o poi è probabile che tu ti debba confrontare con un problema ben preciso: come eliminare i tarli del legno, grazie a queste indicazioni glispecialistidelladisinfestazione.com vediamo come affrontarlo.

Per poterli combattere, è necessario conoscerli, questi minuscoli parassiti in grado di provocare danni tanto ingenti a qualsiasi cosa fatta di legno, compromettendone in modo sensibile la robustezza e l’estetica.

Vediamo, quindi, come sono fatti, in che modo agiscono e quali possono essere le modalità di intervento adatte alla loro eliminazione.

I diversi tipi di tarlo

Esistono tantissimi tipi di tarlo, ma di tarli “casalinghi” (che possiamo, cioè, trovare nelle nostre case) se ne distinguono tre categorie fondamentali:

  • anobidi;
  • lictidi;
  • cerambicidi.

Vediamoli uno alla volta.

Anobidi

Questi tarli, di dimensioni minuscole, provocano buchi altrettanto piccoli. Hanno la particolarità di riprodursi rapidamente, per cui, quando aggrediscono mobili o strutture in legno, sono capaci di provocare danni in tempi relativamente brevi.
Ma la particolarità che contraddistingue, in negativo, questi esemplari è che non limitano la loro azione al legno, ma possono “attaccare” anche l’uomo, provocando, con la loro puntura, reazioni allergiche importanti.

Lictidi

Sono anch’essi molto piccoli, ma si presentano con una forma leggermente più allungata rispetto agli Anobidi. Sono capaci di distruggere strutture in legno corrodendo solo la parte interna, lasciando intatto l’involucro esterno che, ben presto, non avendo più alcun supporto nella parte interiore, diventa debolissimo e si rompe al minimo tocco.
Le strutture in legno aggredite da questo tipo di tarlo, se non trattate per tempo, rischiano davvero una brutta fine.

Cerambicidi

Sono di dimensioni maggiori dei precedenti (misurano, infatti 15/20 millimetri, contro i 2/3 millimetri degli esemplari prima descritti) e sono quelli che, quando entrano in azione, producono il tipico rumore che rende palese la loro esistenza.
Sono in grado di causare danni significativi, anche perché la loro azione è di lunga durata, visto che possono vivere fino a 17 anni.

Tarli, come capire di essere sotto attacco

Per intervenire con una buona disinfestazione dei tarli, bisogna essere in grado di distinguerli e di rendersi conto del loro “attacco”.

Un primo segnale è dato dalla presenza di una polvere sottilissima al di sotto del mobile che potrebbe essere, in quel momento, sotto aggressione. I tarli, infatti, nella loro fase larvale, si nutrono della parte di cellulosa presente nel legno e lasciano andar via il resto che, polverizzato, cade a terra, palesando la loro esistenza.

Altri segnali determinanti sono il classico rumore “grattante” che si riesce a percepire (specialmente nel silenzio notturno) e i piccoli fori che iniziano a vedersi sulla superficie del legno aggredito.
I fori servono alla fuoriuscita dei tarli quando, da larve “corrodenti” che erano, evolvendosi come farfalle, si trasformano in piccoli insetti alati e abbandonano il luogo che li ha nutriti fino ad allora.

Tarli, come intervenire

Se vuoi sapere come uccidere i tarli, la prima cosa che ti consigliamo di fare è quella di rivolgerti ad esperti di disinfestazione perché il “fai da te”, in questo caso, potrebbe non sortire gli effetti desiderati.

Ci sono, infatti, alcuni errori che la gente inesperta commette che impediscono al loro infallibile (lo diciamo in maniera ironica, ovviamente) “trattamento tarli del legno” di debellare il nemico. Per esempio, sarà assolutamente inutile, in questa battaglia, spennellare il legno con prodotti liquidi antitarlo, perché sarà il legno stesso, per sua struttura, a respingere il liquido.
Neanche inserire prodotti con la siringa nei buchi presenti sul legno, sortirà alcun effetto. Se ci sono i buchi vuol dire che i tarli sono già “sfarfallati” via.
Insomma, i cosiddetti “rimedi della nonna” non ti aiuteranno a sbarazzarti dei tarli.

Insomma, se vuoi sapere come eliminare i tarli dalle travi, o dai mobili, chiedi aiuto a esperti e professionisti del settore.

Un metodo professionale, ad esempio, consiste nell’inserire i mobili colpiti dai tarli all’interno di un pallone in PVC dal quale, tramite una pompa, viene eliminata l’aria creando una sorta di “sottovuoto”; a questo punto viene inserita anidride carbonica e si mantiene sotto controllo la temperatura per 18 giorni. L’aria, irrespirabile per i tarli (in qualsiasi fase della loro evoluzione si trovino – uovo, larva o adulto) li eliminerà tutti.

Per strutture non chiudibili, tipo travi o parquet, l’unico modo per eliminare i tarli è l’utilizzo di un’attrezzatura professionale in grado di riscaldare, con un sistema a microonde, la parte da trattare. Anche in questo caso, l’eliminazione dei tarli sarà totale.

Tarli, l’importanza della prevenzione

Se non vuoi ridurti alla spasmodica ricerca del “come eliminare il tarlo del legno“, ti consigliamo di prevenire il loro attacco tramite una vera e propria cura del legno. La lucidatura dei mobili è un primo trattamento utile; passa la cera con un panno e, una volta che si è asciugata, lucida la superficie con un panno di lana.

Anche l’applicazione preventiva di repellenti (come, ad esempio, la canfora), potrà tornare utile alla non insorgenza del problema.
L’esecuzione di una buona prevenzione, fidati, consentirà ai tuoi mobili e alle tue strutture in legno una vita sana e senza alcun problema futuro di tarli.