Netanyahu: “La caduta di Aleppo un grave pericolo per Israele”

Lo stato ebraico teme che Damasco possa restaurare l’autorità al periodo precedente la guerra civile siriana. Tel Aviv, in particolare, guarda con preoccupazione al Golan dove i gruppi “ribelli” da lei precedentemente sostenuti potrebbero essere sostituiti dalle truppe di al-Asad, dai Pasdaran iraniani e da Hezbollah. di Stefano Mauro Roma, 21 gennaio 2017, Nena News – É passato poco più di un mese dalla caduta di Aleppo e dal ritiro delle milizie “ribelli” legate al Fronte Jabhat Fatah Al Sham (ex Al Nusra) ed alla galassia dei gruppi salafiti ad esso affiliati. Rimane, però, ancora vivo il dibattito in Israele riguardo la sconfitta dell’”opposizione jihadista moderata” al regime di Bashar Al Assad. Israele nutre forti preoccupazioni dopo Aleppo, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza dei suoi confini con la Siria lungo le alture occupate del Golan. La preoccupazione ed il dibattito è talmente vivo da aver fatto affermare al premier Netanyahu che “la caduta di Aleppo mette ..Original Article

I globalisti si trincerano a difesa ed acclamano il “cinese” Xi Jinping, come nuovo leader

di Luciano Lago Le ultime 48 ore hanno segnato profondi cambiamenti nell'assetto internazionale e si sono svolti una serie di eventi a Washington, a Davos ed a Coblenza che non mancheranno di esercitare la loro influenza nei prossimi anni. I globalisti accusano il colpo e tentano di creare un argine Nonostante le apparenze e le chiassose dimostrazioni organizzate a Washington dai globalisti e finanziate da George Soros, il discorso di insediamento fatto da Donald Truman lo scorso Venerdì ha determinato uno shock nello schieramento globalista e nella sinistra mondialista europea. Le affermazioni fatte da Trump di ritorno agli interessi nazionali e di ripudio del globalismo sono state molto nette tanto che il ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, in una intervista rilasciata al Bild ha dichiarato che "con l'elezione di Donald Trump è terminato il vecchio mondo creato nel XX secolo". In particolare, secondo l'esponente tedesco, il mondo si av..Original Article

La barzelletta sulla classe media che stanno raccontando a Davos

Secondo il Barometro 2017 sulla fiducia di Edelman, la gente crede che "il sistema si è rotto". Non risulta strano, quando le elites prendono in considerazione lo strato della classe media. di Esteban Hernandez Fino ad ora, Davos era un piccolo teatro in cui si mettevono in scena discorsi appresi, dove c'era gente con ancora più alto status ed il potere economico". e che era. pertanto una forma per ampliare la propria rete sociale. I leaders globalisti, inoltre, avevano l'opportunità di diffondere le proprie idee, di farsi vedere come persone intellettualmente capaci e come esempi di percorsi di carriere di successo. Quest'anno è tutto diverso: per quanto si conservi questo elemento di celebrazione del sistema, ci sono elementi oscuri all'orizzonte. In primo luogo la elite globalista sta iniziando ad essere meno globale che mai. In altre occasioni, le loro tematiche centrale, come la quarta rivoluzione industriale, cercavano di disegnare il futu..Original Article

Le Pen a controvertice delle destre: Europa si sveglierà nel 2017

A Coblenza, in Germania, vertice fra dei leaders dei partiti "populisti" della Ue Coblenza, 21 gen. (askanews) – La leader del Front National Marine Le Pen, che aspira alla presidenza francese, ha detto al controvertice delle destre populiste europee in corso a Coblenza, in Germania, che il 2017 porterà un vento di cambiamento in Europa. Incoraggiata dalla Brexit e dalla vittoria di Donald Trump alle presidenziali Usa, la leader del partito di estrema destra ha detto che gli elettori in Francia, Germania e Olanda respingeranno lo status quo. "Il 2016 è stato l'anno in cui si è svegliato il mondo anglosassone, sono certa che la gente in Europa continentale si sveglierà" ha detto Le Pen davanti a una platea in festa nella città sulle rive del Reno. "Non è più una questione di se, ma di quando" ha aggiunto in un discorso che a toccato i soliti temi cari all'estrema destra, no all'immigrazione, all'euro e ai confini liberi. Battezzata ..Original Article

L’Imperialismo ha voluto scatenare una guerra di religione in Siria

La famiglia di Al-Assad al completo, il Presidente con sua moglie ed i suoi figli, aveva celebrato la festa cristiana del Natale nel Monastero di Nostra Signora di Saydnaya, una località (abitata dalla comunità cristiana) molto vicina a Damasco, dove la famiglia si è soffermata per varie ore in compagnia dei monaci. Poi il Presidente ha pronunciato alcune parole che sono state calorosamente applaudite dai vicini che si affollavano nella cappella del Monastero. Nell'anno precedente Al-Assad aveva fatto lo stesso presso Maalula, un'altra località cristiana che era stata appena liberata dall'Esercito regolare, una espressione che per i cristiani di Siria era un sinonimo di risurrezione. In uno Stato laico il Presidente della Repubblica può rimanere al margine di qualsiasi espressione religiosa o deve partecipare a quelle. Lo stesso non si può fare in paesi come la Spagna, una monarchia "delle banane", partecipare soltanto ad alcune di quelle. Qui non vedreme mai ..Original Article

Africa, crescita vertiginosa di Special Forces Usa

di Salvo Ardizzone Le Special Forces sono divenute lo strumento preferito delle Amministrazioni Usa per mettere in atto quelle “shadow wars” tanto care allo Zio Sam; per questo la loro presenza in un Continente testimonia l’interesse reale di Washington per quell’area, e segnala come un termometro il livello di ingerenza a Stelle e Strisce nelle dinamiche locali. Ebbene, negli ultimi 10 anni l’Africa ha conosciuto il più vertiginoso aumento del dispiegamento di Special Forces Usa di qualsiasi altra parte del mondo. Secondo i dati forniti dall’Us Special Operations Command, nel 2006 solo l’1% dei suoi effettivi inviati all’estero erano schierati in Africa; nel 2016 la percentuale è passata al 17,26%, seconda solo a quella del Grande Medio Oriente, dove gli Usa sono impegnati in Siria, Iraq, Yemen e nell’eterno mattatoio dell’Afghanistan. Ma è soprattutto la missione ad essere diversa: non si tratta di scontrarsi contro un avversario ufficiale per fare la differenza, in Africa le Sp..Original Article

Il voltafaccia della Turchia

di Thierry Meyssan Il presidente Vladimir Putin ha annunciato di aver concluso un accordo di cessate il fuoco per la Siria con la Turchia, finora il principale supporto operativo per i jihadisti. Come si può spiegare questo colpo di scena? Riuscirà il presidente Erdoğan a far ribaltare la posizione del suo paese dall’influenza degli Stati Uniti verso quella della Russia? Quali sono le cause e le conseguenze di questa drammatica inversione di rotta? La Turchia è un membro della NATO, un alleato dell’Arabia Saudita, un patrono del jihadismo internazionale a seguito del ricovero del principe Bandar Ben Sultan nel 2012, nonché lo sponsor della Fratellanza Musulmana dopo il rovesciamento di Mohamed Morsi e la lite tra Doha e Riyad nel 2013 -14. Oltre a questo, ha attaccato la Russia nel novembre 2015, distruggendo un Sukhoi-24 e causando l’interruzione dei rapporti diplomatici con Mosca. Eppure, questa è la stessa Turchia che ha appena sponsorizzato il cessate il fuoco in Siria, concepit..Original Article

Dal jihadismo all’ISIS: incontro-dibattito a Bologna

Il problema della questione jihadista nel mondo contemporaneo è connesso alle sfide più cruciali della nostra epoca. Interessa i conflitti fra grandi potenze non meno dei rapporti di queste con le specificità della civiltà islamica, si muove lungo il fiume in piena delle immigrazioni di massa che coinvolgono il continente eurasiatico e vampirizza le esistenze di quelle “vite di scarto” che l’Occidente ingoia e moltiplica nel suo vortice di disintegrazione dei tessuti sociali. Il jihadismo in qualche modo precede questi fenomeni, ma si palesa con pienezza in sincronia con gli eventi degli ultimi anni. Sarebbe assai difficile comprendere questo senza riflettere sulla storia musulmana, su come i popoli del Vicino Oriente abbiano subito un’aggressione coloniale (e culturale) incessante da ben due secoli da parte dell’imperialismo occidentale. Fondamentalismo, reazione al colonialismo, lotte fratricide, settarismi socioculturali: l’eterodirezione della lotta armata è alla base di quello..Original Article

Alla fine l’ALDE boccia l’accordo con Beppe Grillo

Clamoroso al Cibali: Beppe viene trollato e mollato dall'ALDE, perché "non ci sono sufficienti garanzie di portare avanti un'agenda comune per riformare l'Europa". E il M5S: siamo stati fermati dall'establishment di Alessandro D'Amato Alla fine è l’ALDE a rompere le uova nel paniere di Verhofstadt e Grillo. Il capogruppo dell’Alde ha annunciato la rinuncia all’alleanza con il M5S. “Sono arrivato alla conclusione che non ci sono sufficienti garanzie di portare avanti un’agenda comune per riformare l’Europa” ha dichiarato l’ex premier belga aggiungendo che “non c’è abbastanza terreno comune per procedere con la richiesta del Movimento 5 Stelle di unirsi al gruppo Alde”. “Rimangono differenze fondamentali sulle questioni europee chiave”. ALDE boccia l’accordo con Beppe Grillo Il leader di Alde al Parlamento europeo, Guy Verhofstadt, ha deciso di ritirare la proposta di accordo per l’ingresso nel suo gruppo degli eurodeputati del Movimento cinque ste..Original Article

La svolta di Grillo: confluire nel gruppo filo europeista dell’ALDE

di Luciano Lago Mentre in tutta Europa crescono i partiti e movimenti sovranisti e nazionalisti che rivendicano la riconquista della sovranità nazionale e contestano le politiche suicide dell'Unione Europea, Beppe Grillo, il guru del Movimento 5 Stelle, cosa fa? Lui propone al suo gruppo di aggregarsi in sede di parlamemto Europeo a raggruppamento filo euro e filo europeista che si denomina ALDE (Alliance of Liberals and Democrats of Europe), lo stesso gruppo per intendersi a cui fanno capo personaggi come Monti, Zanetti e Prodi, sostenitore di tutte le più perniciose politiche di Bruxelles dalle politiche di austerità, alle prerogative delle grandi banche ed all'immigrazione incontrollata. La svolta è venuta con un post pubblicato sul Blog dallo stesso Grillo in cui si preannuncia la fine dell'appartenenza al gruppo di Nicolas Farange e la possibile confluenza in questo gruppo di filo euro, anzi il più fanaticamente filo europeista. Quella di Grillo è una scelta ra..Original Article